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SIAMO ARRIVATI ALLE ULTIME PAGINE DEL DIARIO ED E’NECESSARIO SOFFERMARSI A PENSARE UN PO’ A QUELLO CHE E’ IL RUOLO DI UN ALLENATORE E PROVARE A CAPIRE SE ALLENARE E INSEGNARE SIANO LO STESSO IDENTICO PROCESSO
ALLENARE ( INSEGNARE ) E ‘ UN PROCESSO COMPLESSO INTESO A PRODURRE MUTAMENTI DESIDERABILI NEL COMPORTAMENTO DEGLI ALLIEVI O MEGLIO DEL LORO MODO …..……DI PERCEPIRE……..……. DI PENSARE ………….DI AGIRE …………… CHE CONSENTA LORO DI CENTRARE IL PIU’ ALTO NUMERO POSSIBILE DI OBIETTIVI COMPORTAMENTALI
………………..CORRETTI ………………………..
SE L’AZIONE DIDATTICA E’ STATA EFFICACE IL RISULTATO SARA’ SICURAMENTE
UNA
MODIFICAZIONE COMPORTAMENTALE NELL’ALLIEVO
Cio’ significa che alla fine di ogni seduta di lavoro e da ogni situazione didattica ben organizzata , chiara nei contenuti e negli obiettivi , il risultato dovra’ essere un miglioramento non esclusivamente tecnico ma soprattutto tattico – decisionale ( percezione – decisione – anticipazione …. Interpretazione …. )
COS’E’ UN OBIETTIVO ……….!!!!!!!!!!????????????
E’ TUTTO CIO’ CHE UN ALLIEVO DEVE ESSERE IN GRADO DI REALIZZARE AL TERMINE DI UNA SEQUENZA DI SEDUTE E CHE PRIMA DI ESSE NON ERA IN GRADO DI ESPRIMERE IN MODO EFFICACE . IL PROCESSO INSEGNAMENTO – APPRENDIMENTO RISULTERA’ EFFICACE SE RIUSCIRA’ A PRODURRE NELL’ALLIEVO L’ACQUISIZIONE DELLE ABILITA’ NECESSARIE A SOSTENERE LE SFIDE CARATTERISTICHE DEL GIOCO .
Questo percorso metodologico può sembrare PRONTO ALL’USO nel senso che pare non manchi proprio niente , ma non esiste nel campo dell’insegnamento nulla che non sia migliorabile , modificabile o da eliminare e tutto va letto e interpretato , letto e utilizzato in modo mirato e che sia strumento valido per il conseguimento degli obiettivi fissati per i propri atleti , SECONDO LE PROPRIE NECESSITA’ .
E’ il giusto uso che si fa di una situazione allenante che fa la differenza e perciò è necessario chiarire , a grandi linee , quali sono le forme di ESERCITAZIONE da utilizzare negli sport di squadra.
La pallacanestro è uno sport di SITUAZIONE , non si può allenare a compartimento stagno , ogni fondamentale è legato come minimo ad un altro con varie implicazioni di tipo spaziale e temporale e perciò le attività devono essere ben organizzate per centrare gli obiettivi fissati ed essere sicuri che siano strettamente correlate ai contenuti del gioco .
L’ESERCIZIO NEGLI SPORT DI SQUADRA
Esercitazioni :
· A carattere prevalentemente TECNICO
· A carattere prevalentemente TATTICO
· A carattere prevalentemente CONDIZIONALE
· A carattere prevalentemente TECNICO-TATTICO-CONDIZIONALE
Esercitazioni :
· Individuali
· A coppie
· Di gruppo
· Di squadra ( collaborazioni in attacco) ( cooperazione in difesa )
Esercitazioni :
· Situazionali ( partecipazione di avversari operativi )
· Non situazionali ( escludono la presenza di avversari operativi )
Esercitazioni :
· Speciali: - condizionanti
- istruenti
Per condizionanti si intendono quelle esercitazioni che , lavorando su abilità tecnico – tattiche , contribuiscono a migliorare le capacità condizionali ( forza , velocità , resistenza ). Parliamo quindi di esercitazioni di contropiede , di recupero difensivo a tutto campo , sfide continue in campo aperto , 1 vs 1 , 2 vs 2 , 3 vs 3 a punteggio o a tempo …………..
Per istruenti si intendono quelle che permettono l’acquisizione di abilità tecnico – tattiche individuali , o anche di collaborazione ed istruzione di tattiche teorico-pratiche di squadra , fondamentali individuali o di squadra ………… Negli sport di squadra l’esercizio , che sia esso istruttivo di rinforzo o di consolidamento , DEVE necessariamente riprodurre parzialmente o integralmente i contenuti e la struttura del gioco .
Azioni individuali ( sfide a secco o con difficoltà parziali o con difesa guida o…..…….) o collettive , in campo aperto o in porzioni di campo , rispettando le variabili temporali dettate dal regolamento , sono da tenere in grande considerazione quando si crea e si propone una attività che si pensa possa essere allenante .
E’ necessario allora essere preparati dal punto di vista tecnico , scientifico e pedagogico quando , elaborate le nostre proposte di lavoro , si va in campo a somministrarle ai nostri giocatori che dal coach si aspettano di ricevere i giusti insegnamenti per diventare più forti DI QUANTO NON SI FOSSE L’ALLENAMENTO PRECEDENTE .
COME DEVONO ESSERE GLI ESERCIZI !!!!!!!!!!
· Esercizi con obiettivi chiari , comprensibili , raggiungibili e semplici
· L’esercizio deve rappresentare un modello operazionale fortemente correlato al gioco o a parziali dello stesso .
· Esercizi polifunzionali che permettano di allenare più aspetti del nostro gioco ( tecnico – tattico – strategico – condizionale )
· Deve essere fissato e rispettato l’aspetto DOMINANTE senza che gli aspetti secondari (sottodominanti ) prendano il sopravvento nello sviluppo del lavoro .
IL PROGRAMMA DI ALLENAMENTO DEVE FISSARE CON CHIAREZZA E LOGICA OPERATIVA
· Il numero delle ripetizioni per ogni singolo esercizio
· Durata dell’esercizio per numero di ripetizioni o a tempo .
· Frequenza delle ripetizioni per unità di tempo ( soprattutto negli individuali ) , incide in modo serio sul condizionamento fisico .
· Presenza o meno di avversari
· Presenza di avversari con limiti operativi
· Presenza di avversari in condizioni di parità operativa
· Presenza di appoggi o collaborazioni
L’apprendimento di un gesto si può ritenere compiuto quando l’atleta lo ripete in modo corretto per più volte IN SITUAZIONE dimostrando di aver messo in memoria un giusto comportamento motorio e tecnico – tattico .
Si passa allora alla fase di CONSOLIDAMENTO che comunque , come nella fase istruttiva , viene determinato da un alto numero di ripetizioni di “QUALITA’ “ .
E’ chiaro che tra queste due fasi vi è sicuramente compresa quella intermedia delle eventuali correzioni , come avviene !!!!!!!! ??
Con l’effettuazione di ripetizione di un gesto o di un’azione motoria a bassi ritmi con grande attenzione sui singoli segmenti corporei .
MA QUAL’E LA VERA ABILITA’ DEL COACH IN UNO SPORT COMPLESSO COME LA PALLACANESTRO???
Saper insegnare più di una abilità all’interno di ognuna delle “ SITUAZIONI “ che propone tenendo presenti i concetti di TEMPO e SPAZIO caratteristici del gioco .
Come si possono strutturare allora delle buone esercitazioni allenanti !!!!?????
Sono sostanzialmente di due tipi e cioè per BLOCCHI e RANDOMIZZATE precisando che RANDOM
significa casuale , accidentale , fortuito .
ESERCITAZIONI PER BLOCCHI
Sono esercitazioni nelle quali si sviluppa e si ripete lo stesso compito prima di passare allo step successivo . Significa che le condizioni operative sono sempre le stesse , le condizioni spaziali e le pressioni temporali non variano mai se non per la volontà o l’abilità di chi esegue il gesto .
ESERCITAZIONI RANDOMIZZATE
Sono esercitazioni in cui si sviluppano e si eseguono una varietà di “ COMPITI “ sempre diversi senza un ordine particolare e senza poterne definire o condizionare , a priori , lo sviluppo e la conclusione . Incide nello sviluppo del lavoro la presenza e l’azione di avversari più o meno operativi che condizionano lo spazio e il tempo determinando l’imprevedibilità delle situazioni operative , PROMUOVENDO però il lavoro sulle capacità TATTICO – OPERATIVE che determinano l’acquisizione di comportamenti corretti e abilità di buon livello .
BISOGNA PRIVILEGIARE ALLORA LE ESERCITAZIONI RANDOMIZZATE E LIMITARE O ESCLUDERE LE ESERCITAZIONI A SECCO PER BLOCCHI O ALTRO ………….!!!!!!!!!!!!!???????????
LA RISPOSTA GIUSTA E’ CHE BISOGNA DIVENTARE BRAVI NELLA PROGRAMMAZIONE E NEL MODULARE I CARICHI DI LAVORO , LA SCELTA DELLE ESERCITAZIONI E LA DURATA DEL TEMPO DA DEDICARE AD ESSE ALL’INTERNO DI UN ALLENAMENTO .
PERCHE’ PRIVILEGIARE le esercitazioni randomizzate in uno sport di squadra è più che evidente , il COACH però deve avere più pazienza e deve essere in grado di “ ASPETTARE “ che le scontate difficoltà operative iniziali vengano superate sino ad arrivare ad una prestazione accettabile da parte dei propri atleti .
La strada è più lunga ma la qualità dell’apprendimento alla fine di un percorso sarà di sicuro di alto livello e soprattutto l’abilità su cui si è lavorato risulterà già immersa in una situazione di gioco e per uno sport definito di SITUAZIONE non è davvero poco .
Con questo non voglio affermare che non sono utili o non si debbano programmare sedute di lavoro con esercitazioni per blocchi , a secco , con fini istruttivi o di correzione o di consolidamento ma voglio solo sottolineare , alla luce dei miei ultimi 15 anni di lavoro e sperimentazione sui campi , che allenare – istruire una squadra utilizzando percorsi metodologici che propongano sfide più o meno alte per QUANTITA’ – DENSITA’ permette di proporre sedute di allenamento più istruttive , divertenti , vivaci , stimolanti che consentono inoltre autovalutazioni spontanee da parte dei giocatori .
Se un percorso avanza con proposte che permettono di procedere “ PER PROVA ED ERRORE “ forse si percorre la strada più lunga ma sicuramente quella meno ossessiva e spontanea , quella in cui si acquisisce maggiore consapevolezza dei propri progressi , la qualità dei progressi , e si consegue autostima e sicurezza nel proprio lavoro .
Più ci si abitua a vivere in SFIDA e più ci si prepara a vincere la sfida , ma soprattutto quando si è chiamati in sfida nelle situazioni più disparate , che all’interno del campo vengono fissate dalla posizione della palla e dai tempi di spostamento della stessa , avremo in memoria le risposte giuste .
Avere le risposte giuste ed avere in memoria un “CORREDO” vario ed adeguato consente al giocatore di essere PRONTO a stare sul campo e di essere in grado di elaborare in tempi rapidi le situazioni in cui si trova e trovare le soluzioni adeguate per vincere le sfide .
Se il giocatore può procedere per prova ed errore la stessa possibilità non è concessa al coach che invece deve essere mentalmente organizzato e in ogni situazione di lavoro DEVE OFFRIRE il meglio del suo pensiero operativo .
Ringrazio Franco per l’ospitalità riservatami nel suo sito che rappresenta la prima forma di collaborazione spontanea tra COACH nella nostra isola , ISOLA di fatto , nella speranza che questa sua iniziativa possa operare da rompighiaccio e promuova una NUOVA SCUOLA di collaborazione tra COACH sardi che per mia esperienza diretta sono di livello MEDIO –ALTO considerando le diverse difficoltà che incidono fortemente sull’economia del loro ( NOSTRO ) lavoro .
L’immane lavoro per trasformare in diagrammi i miei scarabocchi su carta rendono la misura della passione che anima Franco in questa sua nuova avventura , è una nuova strada , una nuova proposta che potrebbe rivelarsi molto più produttiva e associativa di quanto altre associazioni presunte hanno provato a fare in passato . Buona idea!!! mi auguro che anche altri contributi SPONTANEI possano pervenire e contribuire alla crescita del nostro movimento , ne abbiamo bisogno.
Buon lavoro a tutti
Piero Ebau
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